Confettura: 5 dritte furbe per acquistare la frutta in vasetto.

Come orientarsi tra i vasetti di confettura in commercio? Dalla percentuale di frutta all’assaggio, ecco tutto ciò che un consumatore seriale di conserve dovrebbe sapere.

La colazione con pane e confettura è sempre un must!

Che sia di fragole, mirtilli, prugne o mele, la confettura è un jolly in cucina che ci semplifica la vita. Farla in casa richiede tempo e manualità, ma anche un briciolo di esperienza non guasta. E se volessimo acquistarne una di ottimo livello? In commercio troviamo molti prodotti validi, l’importante è saper leggere bene l’etichetta.

Vi regalo qualche dritta per non cadere nel tranello delle diciture ingannevoli, come la famosa espressione “senza zuccheri aggiunti“. E poi, per i lettori più curiosi, ecco qualche ghiotta notizia sul mondo delle confetture.

1) Sicuri che sia proprio confettura?

Facile dire “confettura”. In realtà questo temine è spesso sostituito con nomi dal significato ben diverso, quindi cerchiamo di chiarirci subito le idee. Nell’uso comune è molto più diffusa la parola “marmellata“, che per legge può contenere solo agrumi (non meno del 20% del prodotto), sotto forma di succo, polpa, purea o scorza, con l’aggiunta di zucchero.

"Marmellata" di mandarino, "confettura" di fragola
“Marmellata” di mandarino, “confettura” di fragola

La confettura, invece, viene realizzata con la polpa di tutti gli altri frutti (in quantità superiori al 35%) insieme a una dose variabile di zucchero. Quando sull’etichetta compare la scritta “confettura extra“, però, abbiamo di fronte un prodotto con più frutta (minimo 45%) e meno zucchero; le confetture di mele cotogne, ribes e zenzero sono le uniche di cui non esiste la versione “extra”. Infine, una categoria a parte è quella della composta, in cui la polpa è pari ad almeno 2/3 del totale.

2) Quanta frutta c’è realmente nel vasetto?

Basta leggere l’etichetta, direte voi. In effetti, tra le informazioni è obbligatorio indicare la percentuale di frutta… ma come interpretare correttamente questo numero? Teniamo presente che un buon prodotto, di solito, contiene almeno il 60-70% di polpa. Anche i valori nutrizionali per 100 grammi possono farci capire quanto zucchero sia stato aggiunto alla frutta, perché una dose troppo elevata fa aumentare le calorie totali.

Confettura di fichi
Confettura di fichi. Questo frutto è di per sé molto dolce, quindi vengono aggiunti meno zuccheri durante la preparazione.

Gli zuccheri, però, sono fondamentali per ottenere una confettura densa e facilmente conservabile, quindi i marchi che ne riducono la quantità li sostituiscono con svariati additivi. Qual è il male minore fra i due? Troviamo un compromesso: prima di acquistare il vasetto, assicuriamoci che lo zucchero totale sia inferiore al 40% e che fra gli ingredienti non compaia l’acido citrico.

3) Attenzione allo zucchero nascosto nelle confetture “furbe”

Nelle confetture lo zucchero non compare solo con il suo “nome di battesimo”. Quando analizziamo l’etichetta, teniamo a mente che anche il succo di frutta contiene molti zuccheri liberi (cioè slegati dalle fibre, che si trovano invece nel frutto intero e nella polpa). Se fra gli ingredienti -magari al secondo posto- leggiamo “succo di mela”, vuol dire che l’azienda ha deciso di dolcificare la confettura con un estratto di frutta per dichiarare che è “senza zuccheri aggiunti“.

Confettura di mele e cannella
Confettura di mele e cannella

Può sembrare un’alternativa salutare, ma in realtà è solo una scorciatoia furba per indurre all’acquisto il consumatore poco informato. Non necessariamente la conserva con succo di mela è di scarsa qualità, ma è anche sbagliato considerarla più sana di quelle che dichiarano in etichetta lo zucchero aggiunto- semplicemente perché l’estratto di frutta contiene di per sé zuccheri!

In conclusione, l’unica cosa che conta è scorrere le voci dei valori nutrizionali fino a trovare gli zuccheri totali: se questi superano i 45 grammi su 100, meglio scartare a prescindere il barattolo.

4) Ingredienti: non solo polpa e zucchero

Vasetti di confettura artigianale pronti per essere etichettati.
Vasetti di confettura artigianale pronti per essere etichettati.

Trovare una confettura che contenga solo polpa e zucchero è piuttosto raro, ma se vi capita siete fortunati. La maggior parte delle volte, per il cibo industriale, vale la regola del “meno è meglio“: più la lista è corta, più il prodotto si avvicina a quelli che potremmo preparare in casa con le nostre mani.

Le conserve di frutta, però, spesso sono arricchite da addensanti, conservanti, coloranti e correttori di acidità. Fra i primi il più comune è la pectina, una sostanza contenuta nella buccia di alcuni frutti come la mela. Gli altri addensanti sono ricavati da alghe (alginati, carragenine, agar agar), semi (farina di carrube) o piante (gomma di xantano).

Confetture di mele autunnali in vasetto
Confetture di mele autunnali in vasetto

Poiché derivano da materie prime completamente naturali, gli addensanti non pregiudicano la qualità della confettura. I veri intrusi nel vasetto, invece, sono i coloranti -la loro aggiunta è inutile ai fini del gusto, l’aspetto che ci interessa di più- e i correttori di acidità (acido citrico, tartarico, ecc).

Questi ultimi sostituiscono zucchero e, come abbiamo già visto, migliorano il sapore e la conservazione della polpa; non sono nocivi, specialmente se assunti in piccole dosi, ma a lungo andare potrebbero erodere lo smalto dei denti e creare problemi allo stomaco. Insomma, una confettura che si rispetti prevede pochi ingredienti, ma buoni.

5) Il palato non mente. L’assaggio della confettura

Assaggio di confettura
Armatevi di pane (possibilmente sciapo) e cucchiaino!

Eccoci arrivati al round finale. Abbiamo perlustrato tutti gli scaffali di botteghe, supermercati e rivendite di prodotti artigianali. Siamo tornati a casa stringendo con le dita ad artiglio il vasetto della confettura con l’etichetta migliore, magari un po’ più costosa, ma ne valeva la pena. Ora non ci resta che assaggiarla!

Io vi consiglio di non utilizzare subito la confettura come ingrediente dei vostri dolci. Dovete prima provarla su una base abbastanza neutra -come il pane sciapo, più adatto delle fette biscottate- per capire se vi piace. Può avere anche un’etichetta fantastica, ma un sapore deludente (a me è capitato), quindi il vostro obiettivo è scegliere il più appetibile fra tutti i prodotti di qualità che siete in grado di scovare.

Cucchiaino di confettura
Potete anche assaggiarla direttamente dal cucchiaino. Tutti lo abbiamo fatto, non neghiamo…

Vediamo allora quali sono i difetti più comuni nelle confetture industriali:

Consistenza: diffidate sempre di una struttura gelatinosa, troppo compatta o, al contrario, troppo liquida. La confettura perfetta è polposa e vellutata, mai piatta e uniforme; meglio se riuscite a sentire la frutta in pezzi, ovviamente di piccole dimensioni.

Sapore: la confettura dev’essere dolce, si, ma non stucchevole. Fate attenzione a questo aspetto, perché quando le aziende utilizzano frutta di scarsa qualità aggiungono una dose molto alta di zuccheri per migliorarne il gusto.

La mia crostata con ricotta e confettura di prugne.
La mia crostata con ricotta e confettura di prugne. Questa conserva coniuga dolcezza e acidità: è perfetta per i dolci.

Buon segno se avvertite la ricchezza della materia prima concentrata, con un sapore più intenso rispetto alla frutta fresca, ma sempre naturale. Fa piacere anche cogliere una nota acidula (non troppo marcata, altrimenti è un difetto dovuto agli additivi), che attenua il retrogusto zuccherino tipico del prodotto.

-Anche il profumo, poi, è importante. Annusiamo il barattolo appena aperto e scopriremo subito se gli aromi ci ricordano la frutta fresca, oppure se è presente un sentore anomalo (come quello di alcool), che ha poco a che vedere con la materia prima. In conclusione, va bene se l’odore si rivela nitido e piacevole, stimolando le narici senza essere invadente.

Pane e confettura di albicocche
Pane e confettura di albicocche

Spero di avervi aiutati nella scelta della confettura giusta. Fatemi sapere se avete trovato qualcosa di interessante sugli scaffali. Potete anche scrivermi per scoprire i marchi che preferisco acquistare…intanto, buona spesa!

2 risposte a “Confettura: 5 dritte furbe per acquistare la frutta in vasetto.”

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